
Foto di B. Shomler
Emi Hariyama e Kwang-Suk Choi nella produzione del San Jose Cleveland Ballet (2000)
Il Lago dei Cigni è uno dei balletti più popolari di tutti i tempi. E’ il balletto che cattura, più di ogni altro, tutta la gamma delle emozioni umane: speranza, disperazione, terrore, tenerezza, melanconia, estasi.
La storia della danza nell'ottocento
Video Il Lago dei Cigni (per le tv italiane)
Segna l’inizio di una lunga collaborazione tra il compositore Piotr Ilyich Tchaicovskij (1840 - 1893) e il coreografo e maestro del Balletto Imperiale Russo Marius Petipa (1818 - 1910).
Incredibilmente, quando ha debuttato in 1876, Il Lago dei Cigni è stato un fiasco. La coreografia era povera e si disse che era un balletto senza futuro. La versione conosciuto oggi è il risultato della collaborazione tra Petipa e il suo assistente Lev Ivanov, che, in una nuova versione del 1895, ha sviluppato pienamente il dramma centrale di una donna intrappolata nel corpo di un uccello, attraverso i movimenti delle braccia, le articolazioni dei piedi e la posizione della testa e del collo della ballerina.
Il Lago dei Cigni è la storia del giovane Principe Siegfried, che si innamora dalla Regina dei Cigni, Odette, una donna trasformata in un uccello da un crudele mago. Odette gli spiega che è destinata a rimanere una strana creatura composita fino a quando sarà salvata dall’amore eterno di un uomo.
Catturato dalla sua bellezza, il principe le giura amore eterno, ma ad una festa per i suoi 21 anni, viene circuito dal mago Von Rothbart, e dichiara l’amore per Odile, la malvagia sorella gemella di Odette. Rendendosi conto di aver tradito, il principe corre al lago. Là incontra Von Rothbart, lo batte in un duello, e distrugge il suo potere. I due amanti sono riuniti.
Il Lago dei Cigni è uno dei balletti più difficili tecnicamente. La difficoltà è in parte dovuta ad una eccezionale ballerina italiana, Pierina Legnani. Quando la Legnani ballò nel ruolo duplice di Odette/Odile, ha portato la sua abilità di eseguire 32 fouettes di seguito. Il pubblico era così impressionato che a qualunque ballerina che ha ballato in questo ruolo, da allora, sono richieste le 32 fouettes. A parte la difficoltà di esecuzione, molti odiano le 32 fouettes, perché le considerano un pezzo da circo, solo per effetto, senza nessuna motivazione psicologica inerente al dramma, mentre nel Lago dei Cigni i movimenti generalmente rivelano il carattere del personaggio, che li dà il ragion d’essere.

Foto di B. Shomler
Oscar Hawkins, Emi Hariyama e Kwang-Suk Choi nella produzione del San Jose Cleveland Ballet (2000)