Il Balletto nel Seicento

Il re Luigi XIV ritratto nel costume di Apollo

I primi balletti eseguiti nel teatro con proscenio e palco sono stati presentati in Francia verso la metà del seicento. I ballerini erano ormai principalmente professionisti, ma il grande ballo finale era riservato al re e la sua corte.

Il balletto ha raggiunto il massimo rilievo durante il regno di Luigi XIV (1638-1715). Il ballerino e compositore franco-italiano Jean Baptiste Lully (Giambattista Lulli 1632-1687) e il coreografo francese Pierre Beauchamp hanno creato molti balletti di corte.

Il titolo “Re Sole” che tutti conoscono deriva dal costume per il ruolo di Apollo che il re ha interpretato nel “Ballet Royale de la Nuit” (23 febbraio 1653) dove ballava anche Lully.

Durante il suo regno il Re Sole fonda L’Académie Royale de Danse (1661). Il primo direttore, Charles Louis Beauchamps (1636-1719) ha codificato le cinque posizioni dei piedi e l’uso del en dehors, cioè della gamba girata all'esterno, che è alla base della danza classica.

Nel 1670 Luigi XIV ha deciso di ritirarsi dal balletto, insieme a tutta la corte, lasciando il mestiere ai ballerini professionisti. Fonda la Scuola Nazionale di Danza nel 1672.

Ritratto in bronzo di Jean Baptiste Lully

Il primo balletto in cui appaiono ballerine professioniste è “Trionfo dell’Amore” del 1681, prima di allora i ruoli femminili, quando interpretati da professionisti erano sempre eseguiti da uomini, mentre le donne di corte avevano frequentemente interpretato ruoli femminili nei balletti.

Molière, il famoso commediografo, con lo spettacolo “Les Facheux” inventò il comédie-ballet, simile al musical, dove danze si alternano a scene parlate. Dal 1664 al 1671 collabora con Lully; molte sue composizioni, come “Il Borghese Gentiluomo”, erano in origine comédie-ballets.

Copertina illustrata di Il Maestro di Danza Inglese

Il gusto del balletto si diffonde in Europa. La Maske, uno spettacolo di canti, recitazione e danza, eseguito anche dagli stessi regnanti, diventa una forma di spettacolo privilegiato nei balli di corte inglesi. John Playford pubblica "The English Dancing Master" (Il Maestro di Danza Inglese) nel 1651: comprende uno studio esauriente dei balli popolari inglesi.

Verso la fine del seicento nei balletti aumenta il formalismo a scapito dei contenuti: lo spettacolo danzato diventa sempre più spesso una galleria dove mostrare i virtuosismi dei singoli danzatori. Una nuova forma di spettacolo musicale, l’opera-balletto, che dà uguale importanza al canto e alla danza, nasce in questo periodo.



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