La Danza nel Rinascimento

L’origine del balletto classico si trova nelle corti illuminate del Rinascimento, prima in Italia e dopo in Francia. Già nel quattrocento la danza era una forma di arte importante nelle corti italiane, come testimoniano alcuni trattati di danza e molte partiture musicali giunte a noi.

Un angelo invita i beati a danzare, dal Pala di San Marco di Fra' Angelico (c. 1439)Le danze del Rinascimento erano sia di partecipazione che di presentazione. Grandiosi intrattenimenti servivano per affermare il potere e l'importanza delle famiglie aristocratiche, specialmente quando ricevevano ospiti illustri; questi spettacoli idealmente univano la pittura, la poesia, la musica e la danza.

Ci sono descrizioni di banchetti dove ogni portata era introdotta da una danza sul tema del cibo da presentare. Gli spettacoli furono organizzati in grandi saloni, il teatro come noi lo conosciamo nasce solo dopo 1580, e non sarà usato per la danza prima della metà del seicento.

In occasione del matrimonio di Galeazzo Sforza, duca di Milano, con Isabella di Aragona in 1489 a Tortona, Bergonzio Botta, un gentiluomo di corte, ha organizzato un “Balletto Conviviale”. Tra una portata e l’altra del banchetto nuziale, personaggi mitici e storici lodavano gli sposi e esaltavano la fedeltà coniugale.

Del quattrocento rimangono due importanti trattati sulla danza. Dimostrano che la teoria della danza fioriva insieme alla danza stessa. Agli occhi dei contemporanei eruditi, la teoria innalzava la danza al livello delle altre arti, cioè la grammatica, la retorica, la logica, l’aritmetica, la geometria, l'astronomia e la musica.

Si afferma la figura del maestro e teorico di danza - la danza di corte cessa di essere improvvisazione e diventa una tecnica definita con una combinazione di passi prescritti.

La copertina di Nuove inventioni di balli di Cesare Negri

Nel 1416 Domenico da Ferrara, attivo alla corte estense, pubblica “De arti saltandi et choreas ducendi”. Tratta la differenza tra danza “popolare” e “aulica”, e inizia una codificazione dei nomi dei passi. Più tardi Guglielmo Ebreo da Pesaro pubblica “De pratica seu arte tripudii vulgare opusculum” (tripudium=danza-spettacolo) dove definisce le qualità del perfetto danzatore.

La prima scuola di danza apre a Milano nel 1545 presso il M° Pompeo Diobono dove studieranno, tra altri, Baldassarino da Belgioioso e Cesare Negri (1525-inizio ‘600) autore del trattato “Nuove inventioni di balli” (1604).

Le Ballet Comique de la Royne con gli spettatori a tre lati

Il primo balletto della quale si conosce la coreografia, la musica e il libretto originale è “Le Ballet Comique de la Royne” (Il Balletto Comico della Regina) presentato a Parigi il 15 ottobre 1581 per le nozze del duca di Joyeuse con Margherita di Vaudemont.

La coreografia è di Baldassarino del Belgioioso, violinista e maestro di danza di Caterina de Medici. I ballerini erano gli stessi aristocratici e il balletto fu fatto in un grande salone del Palazzo del Duca di Borgogna, con la famiglia reale su un dias sul lato corto e gli spettatori seduti in gallerie sui lati liberi.

Il soggetto del balletto è Circe e le sue Ninfe. Siccome gran parte del pubblico vedeva il balletto dall'alto, elaborati disegni di movimento sul pavimento erano enfatizzati.

Illustrazione da Orchéstographie di Arbeau

I balletti della corte francese erano composti da scene di danze legate insieme da una trama minima, tipicamente mitologica o allegorica: i ricchi costumi, la scenografia e gli effetti erano più importanti della narrazione.

Anche in Francia i teorici della danza pubblicano studi sull’arte tersicorea: “Orchéstographie” (1588-89) di Thoinot Arbeau (1519-1595) descrive minuziosamente i passi e il loro rapporto con la musica in forma di un dialogo tra il maestro e l’allievo.

Claudio Monteverdi ritratto da Bernardo Strozzi (1640) Illustri compositori creano musiche per il balletto. Il 4 giugno 1608 a Mantova viene presentato il “Ballo delle Ingrate” su musica di Claudio Monteverdi (1567-1643). La storia tratta di anime femminili condannate all’inferno per la crudeltà dimostrata verso gli uomini.

La storia del teatro nel rinascimento



Ballet Academic Studio a.s.d. - Via Vivaldi 32, Calenzano FI - C.F. 94049840484 - P.iva 04825180484 - tel.055/8825150