La Nascita del Teatro

 

Vi siete mai chiesto se i teatri sono sempre esistiti?  La risposta sembra un facile sì.  Tutti conoscono i teatri dell’antica Grecia. C’immaginiamo che da allora fino ad oggi i teatri, anche se cambiati ed evoluti nei secoli, sono sempre stati parte della vita cittadina d’Europa.

 

Però ci sbagliamo. 

Foto ©1997 Leo C. Curran 

Il teatro greco di Siracusa ha la vista sul mare.Effettivamente il teatro, come edificio, è nato nella Grecia antica.  I primi teatri consistevano in panche di legno poste su una collina in declivio, con uno spazio piano davanti per le rappresentazioni.  I primi teatri in pietra furono costruiti verso la fine del VI secolo a.C.; il teatro di Dionisio ad Atene risale al 544 a.C. eretto sotto la direzione di Pisistrato.  Dal quarto secolo a.C. la struttura del teatro era compiutamente definita, come dimostra il teatro di Epidauro (Epidaurus) con 12.300 posti, costruito nel 350 a.C. da Policlito il Giovane. 

 

I teatri greci erano sempre costruiti fuori città, annesso ai templi, su una collina che offriva una formazione facilmente adattabile alla struttura.  Non erano concepiti come strutture monumentali, ma esclusivamete funzionali.  Il teatro greco consisteva nell’orchestra, una zona circolare pavimentata con tavole di legno usato per le rappresentazioni, la cavea, una serie di gradoni semicircolari appoggiati al terreno per ospitare gli spettatori, e la skené, un edificio scenico che serviva da fondale, di fronte alla cavea.  Migliorava l’acustica, senza nascondere il panorama.  La skené era tipicamente dotata di tre porte per le entrate in scena, una centrale e due laterali.  Lo spazio tra la rettangolare skené e l’orchestra circolare si chiamava “proskénion”.  La cavea era suddivisa in settori da uno o più scalette che la tagliavano a cuneo, e da corridoi concentrici. 

 

Le parti principali del teatro grecoLe rappresentazioni erano inizialmente legati strettamente alla religione, vi si svolgevano le feste dionisiache.  Dagli inni di queste feste, detti ditirambi, nasce la tragedia greca.  

 

Tutta la popolazione assisteva agli spettacoli.  Ogni attività lavorativa era sospesa e la perdita della giornata lavorativa era risarcita ai cittadini più poveri tramite un gettone di presenza, il theorikon. Queste celebrazioni, con sacrifici e recitazioni, duravano molto, dalla mattina alla sera, spesso per più di un giorno.  Gli spettacoli, che includevano recitazione, musica, canto, e danze, si svolgevano di giorno.  Gli attori, cantanti e ballerini usavano maschere per rappresentare il carattere e il sentimento; i costumi erano standardizzati nel colore e negli attributi a seconda del personaggio.  Nel teatro greco si faceva ampio uso di macchine sceniche. 

Foto ©1997 Leo C. Curran 

Il teatro romano di Orange, Francia con la scaenae frons ben conservato.Nell’antica Roma il concetto di teatro ereditato dai greci è stato notevolmente sviluppato.  I primi teatri romani in pietra risalgono all’ultimo secolo della repubblica (127 – 27 a.C.). Prima di allora, la legge proibiva la costruzione di edifici permanenti per gli spettacoli, ma i teatri non permanenti in legno erano straordinariamente sviluppati.  Il teatro costruito in legno da M. Aemilius Scaurus nel 58 a.C. contava 8000 posti, ed era sontuosamente decorato con oro e mosaici.  Il primo teatro costruito in pietra a Roma è il teatro di Gneo Pompeo a Campo Marzio del 55 a.C.  

 

Nel teatro romano i posti a sedere sono arrangiati in semicerchi concentrici come quelli greci, ma gli architetti romani hanno sviluppato la tecnica di sorreggere la struttura su archi e corridoi a volte anziché appoggiarla ad un terreno in pendenza.  Così era possibile costruire un teatro ovunque, anche nel cuore delle città.  L’esterno diventa una struttura monumentale, decorato con ordini di colonne ed archi sovrapposti a più piani. 

 

Le parti principali del teatro romanoL’orchestra è semicircolare, più piccola di quella greca, perché non vi si svolge più l’azione, che si sposta nell’edificio scenico.  La skené diventa la scaenae frons, una struttura a più piani, alta ma poco profonda, lungo il lato diritto dell’orchestra. Serviva da fondale e spesso conteneva i camerini per gli attori; racchiudeva le tre porte ereditate dai teatri greci.   Era ornato con elementi architettonici e sculture. Davanti alla scaenae frons correva un palcoscenico rialzato denominato proscaenium, lateralmente erano poste due quinte, o parascaenia, con una porta ciascuna per le entrate laterali.  I romani hanno inventato il sipario (aulaeum) che si abbassava, scomparendo in un apposito solco, all’inizio dello spettacolo.

 

La cavea romana era divisa in diversi ordini, separati tra loro da parapetti, accessibili da gallerie.  Un portico a colonne stava sopra la cavea per ospitare altri spettatori.  Gli spettatori più ragguardevoli si sedevano nelle prime file e nell’orchestra, quelli meno abbienti nei settori successivi e i più poveri nel portico.

 

Il teatro di Marcello è stato trasformato in un palazzo

Foto ©1997 Leo C. Curran

I teatri romani più spettacolari rimasti sono quelli di Orange, Francia dell’inizio del I secolo d.C. e di Sabratha, Libia, della fine del II secolo d.C. Uno dei più monumentali è il Teatro di Marcello, dedicato al nipote dell’imperatore Augusto, costruito dal 13 al 11 a.C., capace di ospitare dai 15.000 ai 20.000 spettatori.  A Volterra la scaenae frons del piccolo teatro romano è stata parzialmente ricostruita.

 

L’anfiteatro è un altro sviluppo dell’edificio teatrale.  Significa letteralmente teatro rotondo.  Consisteva in un’area ellittica circondata da posti a sedere su tutti i lati.  Gli anfiteatri erano di due tipi: appoggiati su un terrapieno e interamente costruiti.  Nell’antica Roma vi si svolgevano combattimenti di animali e gladiatori, e giochi atletici.  Il primo anfiteatro conosciuto è quello di Pompei di 75 a.C. circa.  Il più grande era l’Anfiteatro Flavio, noto come il Colosseo per una statua colossale di Nerone che si trovava vicino, costruito tra 70 e 80 d.C. a Roma.   Conteneva 50,000 spettatori, circa la stessa capienza di uno stadio moderno.

 

Esigenze climatiche, e la ricerca di uno spazio teatrale più intimo, hanno portato allo sviluppo dell’odeon, un teatro al chiuso che si poteva usare in qualsiasi condizione meteorologica.   L’odeon era essenzialmente uguale al teatro romano con l’aggiunta dei muri laterali e del tetto in legno.  E’ probabilmente uno sviluppo del bouleuterion greco, uno spazio al chiuso per assemblee con gradinate per il pubblico, uno spazio centrale, e un tetto in legno sostenuto da colonne.  L’odeon di Pompei del 80 a.C. conteneva mille spettatori.  Vi si svolgevano spettacoli di musica, teatro, recitazioni di poesie e pantomime, spettacoli paragonabili ai moderni spettacoli di danza, accompagnati da strumenti musicali e dal coro.

 

Mimo, un tipo di spettacolo teatrale recitato senza maschere, che prevedeva l’impiego di scene di sesso dal vivo, violenza, e morte (condannati a morte sostituivano gli attori all’ultimo momento e furono uccisi sulla scena), divenne popolare nel tardo impero.   Per la natura di questi spettacoli, e il forte legame tra tutto il teatro classico e la religione pagana, la chiesa cristiana disapprovava il teatro. 

 

Nel 312 d.C. l’imperatore Costantino impone la Cristianità come unica fede dell’impero.  Già alla fine del secolo, sotto l’imperatore Teodosio, le rappresentazioni erano vietate la domenica e nei giorni festivi. Nel corso del 4° secolo d.C. gli attori, e dopo anche gli spettatori, sono scomunicati.  Gli ultimi teatri romani furono costruiti nel 3° secolo d.C.; l’ultima notizia di uno spettacolo teatrale nell’antichità risale al 533 d.C.

 

Per 400 anni il teatro, e i teatri, non esisteranno più.  I teatri e gli odeon romani crollano, le pietre vengono usate come materiale di costruzione per nuovi edifici.

 

Solo nel 9° secolo il teatro si riaffaccia nella storia occidentale.  Nascono i drammi di misteri e miracoli.  Questi drammi erano inizialmente rappresentati a Pasqua ed a Natale da ecclesiastici all’interno delle chiese, con le varie scene organizzate in sequenza attorno alla navata principale. 

 

Col tempo i drammi sono stati spostati all’esterno, sulle scale delle chiese e su piattaforme temporanee costruite per l’occasione.  Il pubblico si spostava seguendo la storia con un ordine prestabilito.  Spostando il dramma fuori dalle chiese, i membri delle corporazioni medievali e, più tardi, attori professionisti hanno sostituito i sacerdoti come attori.

 

Durante tutto il Medioevo, il teatro si svolgeva con queste modalità, che oggi si definisce “spettacolo itinerante”.  Non è stato costruito alcun edificio teatrale.

 

Con il rinascimento è nato un nuovo interesse per l’antichità classica.  Gli studiosi hanno letto i drammi classici rimasti, e studiato e tradotto il trattato di Vitruvio sull’architettura.  Vitruvio ha dedicato la maggior parte del 5° Libro alla costruzione e all’acustica dei teatri.  Questi studiosi avvertivano un vuoto culturale dove una volta c’era il teatro.  Cresceva la voglia di fare rivivere il teatro come luogo, e di riempirlo di nuovi contenuti nello stile antico.

 

 

 

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